Cambiare vita a quarant’anni: un salto nel buio? -

29 agosto 2010

Scopri e valorizza i tuoi talenti.

Ci sono momenti della vita in cui ti rendi conto che è assolutamente necessario stabilire quali sono le priorità. Dopo lunghe meditazioni, riflessioni e ricerche, finalmente hai trovato e decidi: “Io sono la priorità!”

Questo è quello che mi è successo alla fine degli anni ’80. Allora ero sulla quarantina, una bella età in cui un uomo è nel pieno della maturità (così si dice) e può incominciare a raccogliere i frutti del suo lavoro e della sua esperienza.

Allora gestivo con soddisfazione, anche economica, uno studio fotografico e mi occupavo prevalentemente di fotografia commerciale e pubblicitaria, ed ero attratto moltissimo dal foto-ritratto che sviluppavo in maniera personale con un occhio attento alla fine-art.
Come fotografo sono stato principalmente un autodidatta, anche se ho approfittato, quando c’era l’occasione, di molti maestri. La passione e l’impegno mi portarono in breve al successo professionale, con clientela nazionale ed internazionale.

Che cosa potevo desiderare di più?

Avendo una personalità inquieta, abituato a vivere alla giornata, cogliendo ogni occasione che mi attraeva, faticai non poco a rendermi conto di quello che stava succedendo.
Fu solo verso la fine del 1992 che il mio malessere interiore si rivelò riflettendosi nella sfera lavorativa; il bel mestiere e la mia immagine di fotografo stavano iniziando a starmi stretti e presto iniziai a provare addirittura un certo rifiuto fisico nel maneggiare gli strumenti del mio lavoro.
Attribuendo questo stato d’animo alla ovvia “routine” a cui il lavoro mi portava, essendo giunto ad un punto di stallo nella mia crescita professionale e non avendo l’energia necessaria ad un ulteriore e soddisfacente sviluppo, decisi improvvisamente di chiudere tutto, di vendere la casa in città e di trasferirmi in campagna. Avrei comunque continuato a lavorare come outsider, pensavo, senza dover quotidianamente affrontare i clienti e le loro stravaganti richieste.
In questa scelta mi accompagnò volentieri la mia compagna di allora; così avevo un motivo in più per tentare il salto nel buio.
Ero certo che in questo modo avrei risolto i miei problemi.

E in parte fu così.
Cambiare abitudini, svegliarmi al canto degli uccelli, occuparmi della campagna e della ristrutturazione della casa, allevare dei cavalli con cui fare delle lunghe passeggiate, lontano dal frastuono cittadino e dallo stress, per un po’ di tempo mi resero contento e, in un certo modo, anche felice.

Ma non è tutto. In realtà quello fu solo l’inizio di una serie di cambiamenti, soprattutto interiori, che mi portarono a ciò che sono oggi.
Una serie di coincidenze fortunate, di conoscenze inaspettate, di situazioni a volte anche tragiche, mi portarono a comprendere sempre di più ciò in cui sono veramente interessato: comprendere chi sono realmente e quale sarebbe stato il mio prossimo “piano di volo”.

Forse tutto questo non sarebbe successo, se non avessi incontrato Maestri di vita che continuamente ringrazio per l’amore e la dedizione con cui sono stati, e ancora sono, di esempio e di guida.
E ancora a chi o cosa posso attribuire un aiuto all’indirizzo del mio destino, se non a quel movimento dello Spirito che già sa che cosa mi è utile prima ancora che io stesso mio ponga la domanda?.
In questo contesto non posso esimermi dal citare e ringraziare ancora Bert Hellinger e le sue Costellazioni Spirituali, che mi sono state strumento per ulteriori comprensioni e stimoli di crescita e realizzazione.

Oggi come vedi, ho ampliato le mie conoscenze e i miei interessi e mi occupo con soddisfazione come Facilitatore di Counseling e Guarigione Spirituale, di gruppo e individuale, e di Guarigione Olistica (Tecnica Bowen, Reiki, Guarigione Essena)

Non voglio dilungarmi oltre sulla mia storia degli ultimi anni, in quanto, se lo desideri, puoi leggerne i particolari più interessanti in un piccolo libro edito da La Teca Edizioni e reperibile on-line, dal titolo esemplificativo: “Una storia impossibile” e che in pochi mesi dalla sua pubblicazione è già stato apprezzato da molti studiosi di esoterismo, ma anche da persone che sono poco avvezze a tali argomentazioni.

Per concludere: cambiare vita a quarant’anni, nel pieno del successo della tua attività, è possibile?
Come ormai avrai capito, la mia risposta è: Sì.

Quando riuscirai a “lasciare la strada vecchia per la nuova”, imparando a lasciare paure ed attaccamenti, potrai scoprire i tuoi veri talenti e quindi valorizzarli per restituirli moltiplicati.

Emmanuele


Pulire lo Specchio del Cuore -

29 agosto 2010

La gestione delle emozioni negative

In definitiva possiamo evincere che: “senso di abbandono, impotenza, tensione, rabbia, panico, senso di colpa, paura, ecc.” tutte queste “emozioni negative” occupano grande spazio ed energia nella nostra mente e ci impediscono di conseguenza di occuparci di ciò che è reale. Fare pulizia di ciò ed evolvere quindi spiritualmente, è il compito al quale molti di noi sono chiamati.
I vari Insegnamenti passati e presenti vogliono, tra l’altro, con le loro tecniche specifiche, portarci a questa comprensione e a questo sacro Lavoro di pulizia.

Che cosa si intende con: emozioni negative?
Certamente quelle elencate all’inizio di questo articolo, ma anche altre, meno evidenti, a volte anche scambiate per “buone e positive emozioni” che invece contribuiscono comunque a destabilizzarci indebolendo la nostra volontà; in altre parole, le emozioni eccessivamente forti (adrenaliniche) che generano dipendenza.

Chi può dirsi totalmente esente dalla loro inquinante presenza?
E poi… è veramente importante negarle, ignorarle, relegandole nel ghetto dei cattivi e dimenticati, o è invece possibile accettarle come una parte anch’essa indispensabile alla nostra avventura terrena? Come è possibile raggiungere un livello di Consapevolezza tale da poter discernere ciò che è utile da ciò che è solamente dannoso alla nostra crescita spirituale?

Se è vero che esistono le malattie, come esistono i veleni o le armi, quanto noi siamo realmente responsabili della nostra salute? Quanto possiamo fare per evitare che il germe del “male” cresca e si manifesti in noi e nel nostro mondo esteriore?
Guardare in faccia la Paura, guardare in faccia la Rabbia, può essere difficile, occorre molto coraggio per affrontare certi “mostri”, ma questa è anche la Via Maestra.

Le Rappresentazioni delle Costellazioni Spirituali sono uno strumento utilizzabile anche per questo, per aiutarci a guardare ed accettare la Rabbia e la Paura o le altre emozioni negative, per ciò che esse sono: illusioni della mente; per imparare a prenderne le distanze dis-identificandoci da loro e da ciò che ne è la vera causa scatenante, senza per questo negarne l’esistenza ma, anzi, ad accettarle come parte integrante di un Progetto intelligente, molto al là della nostra capacità ordinaria di elaborazione e comprensione, che agisce per il nostro migliore interesse, tanto individuale quanto collettivo.
Tengo a precisare che ciò che ho appena affermato non ha nulla a che vedere con la superstizione e la leggenda, anche di carattere pseudo-religioso, ma che è frutto di studio, meditazione, esperienza ed osservazione diretta; cose queste che invito a fare, verificando di persona e lasciando da parte l’abitudine automatica di affidarsi al “sentito dire” come un assioma veritiero su cui costruire ipotesi di realtà totalmente (o parzialmente) immaginarie.

E’ estremamente importante, inoltre, nel processo di guarigione spirituale, iniziare a lottare contro la “naturale” tendenza ad attribuire totalmente all’esterno (a persone, cose, situazioni, avvenimenti esterni a noi) la causa delle nostre sofferenze.
E’ pur vero che a volte ci troviamo invischiati in realtà di cui siamo solo in minima parte responsabili, i cui meccanismi de-generativi vanno assai oltre il nostro potere di controllo, ma sta comunque a noi, alla nostra individuale responsabilità, la scelta del modo: se re-agire o agire proattivamente.

La conoscenza di ciò, è già patrimonio di molti fra coloro che leggono queste righe, ma è pur sempre necessario vigilare costantemente ed allenare il Guardiano della Soglia al discernimento umile ed attivo. Questa conoscenza deve infatti essere portata da un livello puramente intellettuale ad un livello più profondo in cui, per usare una similitudine simbolica ben nota: il verbo si fa carne.
In qualche modo questo è il Processo Creativo che esprime il supremo potere che un individuo umano può sperimentare in questo piano dell’Esistenza.

Come disse Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vorresti nel Mondo.”


Il marketing famigliare: proto-tipo di un futuro marketing personale, nelle relazioni affettive come nelle relazioni lavorative in genere -

23 agosto 2010


Chi di noi, in una disputa relazionale almeno qualche volta non si è sentito dalla parte della ragione, nell’idea di essere nel giusto, di essere vittima di incomprensione, di subire un’ingiuria gratuita?
Eppure, se guardiamo alle cose da un altro punto di vista, meno identificato e più considerevole dell’altra parte, forse possiamo comprendere che un movimento sta cercando di insegnarci qualcosa.
Infatti… perché mai dovremmo avere problemi di relazione, anche solo occasionali, se alla base del nostro comportamento ci fosse totale sincerità di intenti?

Crediamo veramente che sia sufficiente dare la “colpa” a cose, situazioni, personalità avverse?
Come mai allora certi fatti, simili nella loro dinamica distruttiva, tendono a ripetersi periodicamente?

Non intendo con questo accusare alcuno; è invece necessario considerare la questione guardando al passato di ciascuno, un passato per alcuni molto lontano: l’infanzia.

In quel periodo importantissimo per la nostra formazione, i nostri genitori, prima di tutto la madre, sono stati caposaldo del nostro mondo relazionale. In quel tempo abbiamo operato un “marketing relazionale”, necessario per ottenere certi benefici; per salvaguardarci dalla sofferenza di situazioni almeno “poco amorevoli” ci siamo inventati  comportamenti che non rispecchiavano il nostro vero sentire. In altre parole abbiamo mentito, prima di tutto a noi stessi, una menzogna per la sopravvivenza, e questa ipocrisia ce la siamo portata avanti per il resto della nostra vita, ma ben nascosta, mascherata sotto facciate di buonismo e perbenismo. Anche nei vangeli si attribuiscono al Maestro Gesù parole aspre su certi “sepolcri imbiancati”.

Falsità e ipocrisia sono certamente controproducenti, sia nel maketing aziendale che nelle relazioni in genere, in quanto nel medio/lungo termine portano sfiducia e perdita. Esserne completamente scevri è cosa auspicabile ma sicuramente non certa.  Se ciò che siamo oggi dipende dalle nostre azioni passate (karma), dalle nostre scelte di oggi dipende il nostro futuro. Se accettiamo questo come una Legge cosmica verificabile, comprendiamo come da avvenimenti ormai dimenticati (della nostra vita ma anche di quella di coloro a cui siamo legati sistemicamente) possono dipendere il nostro successo personale, attuale e futuro, in ogni ambito relazionale, sia esso affettivo che lavorativo.

Possiamo liberarci dei legami karmici?

Iniziare se stessi.

Ecco quindi aprirsi uno spiraglio, una via d’uscita da un karma “negativo” (che ho virgolettato in quanto il karma di per sé è semplicemente ciò che è, mentre la “negatività” è intrinseca al protrarsi di conseguenze negative causate dal ripetersi di scelte sbagliate).

Inutile colpevolizzarci, rimuginando e scavando con la mente (che sempre mente), però possiamoiniziare da adesso a fare qualcosa di concretamente positivo per noi stessi, costruendo un nuovo karma, vagliando con l’attenzione dell’amore le nostre scelte, separare il grano dalla pula, per un nuovo futuro di felicità.

Come agire in pratica?

Gli errori passati, nell’inconsapevolezza di una “infanzia” protratta più a lungo del necessario, appartengono al passato; non per questo possiamo voltar pagina senza verificarne oggi la consistenza reale (o immaginaria – per la mente non fa differenza) guardandone le cause e le conseguenze. Chi promette di potervi evitare questo processo con un metodo totalmente indolore e rapido, a mio parere, non fa altro che manipolare il bisogno indotto di certezza e di amore, creando così nuove realtà illusorie e impermanenti.
La verità spesso è scomoda da accettare, ma non per questo è meno necessaria, bella e divina.
Nella verità c’è creazione e vita.
Continuare a nascondere sotto il tappeto la realtà del nostro passato, contribuirebbe solo al permanere nello stato di sofferenza, e a un livello sempre più lontano dalla Coscienza.  Ciò che occorre è maggior consapevolezza, e la consapevolezza è una qualità caratteristica dell’essere umano completo.

La consapevolezza deve essere acquisita con il Lavoro su di sé e l’esperienza individuale – non può essere comprata al supermercato della spiritualità.
Anche se in realtà siamo già a “casa”,  prenderne coscienza, diventare veramente Padroni della Casa, gli abitanti consapevoli del Regno che è qui, è un percorso. Quanto possa essere breve, piuttosto che lungo, stretto o difficile, dipende da te (ma non solamente da te).

In questo processo evolutivo di acquisizione di consapevolezza, le Costellazioni Familiari e Spirituali accorrono in nostro aiuto; grazie a Bert Hellinger, e a tanti altri Cercatori del passato e contemporanei, oggi abbiamo “nuovi” strumenti, soprattutto abbiamo maggiori capacità di usarli.

Gli strumenti del Lavoro sono sempre stati a disposizione di chi cerca sinceramente.

Nelle Rappresentazioni abbiamo la possibilità di incontrare e rivivere, con la coscienza di oggi, le situazioni che hanno generato in noi codici e credenze limitanti che ci legano ad un destino non nostro.

Nella visione im-mediata della nostra verità possiamo perdonarci e, perdonando, cambiare la nostra realtà attuale in una Realtà d’Amore.

E’ quindi necessario iniziare con l’assumerci le nostre responsabilità di adulti consapevoli, acquisendo nuovi punti di vista prendere le giuste distanze dall’ego, accettando e, quando ciò è reso possibile, perdonando il genitore giudicante interiorizzato. E’ inoltre necessario riconoscere in noi stessi quel bambino impaurito e indifeso, abbracciarlo e consolarlo, dandogli adesso quell’amore di cui ha sempre avuto bisogno, quell’amore che avrebbe desiderato e che, forse, gli è mancato.

Essere finalmente adulti, abbandonando le infantili pretese di perfezione e le richieste di Amore incondizionato che abbiamo delegato alle figure genitoriali, asservendole al nostro uso e consumo, come anche loro stessi hanno fatto con Dio. Finalmente coscienti che la Vita è perfetta nella sua imperfezione, perché solo nel perfettibile esiste il divenire creativo, e questo divenire è movimento, è vita, mentre la perfezione è immobilità e morte.

In poche parole: diventare genitori di noi stessi, con tutto l’amore possibile, per ri-nascere ad una nuova e vera Vita, è possibile.


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