La Felicità in questo mondo è possibile? -

25 ottobre 2010

Quando parlo di felicità, spesso osservo sguardi timorosi ed increduli. In realtà pochi sanno che cosa sia “Felicità”, mentre più accettata è la “Contentezza”.
Non solo fuori di noi ma anche e soprattutto dentro di noi, coesistono “voci” diverse che tendono a limitare la nostra Realizzazione e di conseguenza la nostra Felicità. Possiamo “sforzarci” e illuderci di non ascoltarle, ma entreranno dalla porta di servizio.

Ciò che possiamo fare però è imparare a modificare la nostra modalità di Ascolto: senza paura di guardare in faccia ciò che ci sembra far male, riconoscerlo per ciò che è.
Con il discernimento e la consapevolezza di chi siamo e di ciò che vogliamo… lasciamo le negatività e procediamo leggeri al nostro Obbiettivo.


Meditando sulla Legge di Attrazione - Apparenti contraddizioni -

18 ottobre 2010

Attrarre la realizzazione dei nostri sogni più belli, dei nostri desideri, tramite il semplice uso del Pensiero Creante, non sembra così semplice e alla portata di tutti come così spesso ci viene imbonito.
Soprattutto sembra difficile attrarre ciò che ci serve realmente, al nostro bene, che di conseguenza non è scisso dal bene comune.

- Ciò che attrae è l’Essere, la nostra parte essenziale e divina.

- La Personalità, l’Ego, può anche attrarre e manifestare, ma solo in determinate circostanze emotive e psicofisiche, e non sempre il risultato è qualcosa di collettivamente apprezzabile…

- L’Essenza, ciò che realmente siamo, attrae invece ciò che mi serve, soprattutto ciò che serve al compito per cui mi sono incarnato, a valorizzare i miei talenti. Questo compito e la sua comprensione, dovrebbe essere lo scopo della vita; siamo come frammenti di qualcosa di immensamente più grande; e come le singole cellule di un corpo fanno silenziosamente il loro servizio, ci sentiamo realizzati e felici se siamo in sintonia col Grande Progetto.
Se siamo buoni servitori siamo serviti di tutto quanto ci necessita.

- Questo può suonare strano, ma suona strano solo alla nostra parte egoica, all’Ego, la parte che si crede qualcosa, che ha desideri e scopi terreni, che vuole ottenere qualcosa e che se non l’ottiene si arrabbia e fa il broncio, proprio come un bambino “capriccioso”.

- Tutte queste parole, come le migliaia scritte sull’argomento, hanno il solo scopo di proporre un nuovo punto di vista. Non hanno la pretesa di cambiarvi, di cambiare qualcosa in voi, solo di stimolarvi a cercare da voi il vostro cambiamento, che poi un cambiamento non è, ma è piuttosto una scoperta della vostra parte più vera, divina, che già in voi esiste, ma che è sepolta sotto innumerevoli strati di polvere.

- Questo è un processo di pulizia.

- Quando leggete o sentite parlare “maestri illuminati”, guru, o coloro che vengono presunti tali, e quando costoro affermano che siete Figli ed Eredi, che il Potere è in voi e che dovete semplicemente usarlo… come vi sentite?

- INADEGUATI? IMPOTENTI? PECCATORI?

- Non vi chiedete forse: come mai non riesco a fare ciò che mi si dice?
Sono così sbagliata/o?
C’è forse in me qualcosa di tanto terribile da impedirmi di essere felice come altri?

- Ecco che in voi si rafforza il senso di colpa.

- Ma è poi vero che tanti, o perlomeno tanti di coloro che ci provano, riescano nell’intento? E poi… quale intento?
Siamo capaci di focalizzare?
Siamo costanti e concentrati sui nostri obbiettivi?
Esiste un metodo per acquisire questa capacità?


La Legge di Attrazione è la Legge dell’Amore -

16 ottobre 2010

L’amore è mancanza che chiede di essere colmata;
così pure è abbondanza che vuole essere donata.
Allora il Dare e il Ricevere sono entrambi atti sacri.
Il Gesto semplice diventa Rito e come tale manifesta l’Unione.

”Apro il rubinetto per riempire la vasca vuota.
Tolgo il tappo e la vasca si svuota.
C’è magia ed equilibrio in tutta questa semplicità.
C’è amore.
In questo amore posso immergermi e uscirne purificato.
Se sono distratto qualcosa può non funzionare…
Mi Ricordo.”
Emmanuele


- Vai a letto ogni sera con uno sconosciuto? -

15 ottobre 2010

Senti questa domanda come provocatoria e offensiva oppure come un complimento?

Né l’una né l’altra sono la mia intenzione, piuttosto voglio provare a riflettere su di un fatto straordinariamente banale quanto evidente.

Lo sconosciuto, o la sconosciuta, in questione altro non è  che noi stessi: il nostro corpo, le nostre emozioni, i nostri sentimenti, il pensiero circolare da cui è tanto difficile liberarsi.

Questo “sconosciuto”, che rare volte accarezziamo con l’amore che meriterebbe, è anche capace di disturbare il nostro sonno impedendoci di riposare tranquillamente, in pace.
A volte ci tiene svegli per ore, o notti intere, con richieste che non riusciamo a esaudire, perché non le comprendiamo o perché ci sembrano assurde. Altre volte affolla i nostri sogni in forma di incubi che ci perseguitano, rincorrendoci per lande desolate dalla luce perennemente crepuscolare.
La mattina poi, lo specchio ci riporta un’immagine che non vorremmo più vedere.

Forse conoscendoci meglio, più sinceramente, e accettandoci così… per quello che siamo, dandoci noi stessi cura ed attenzione, quell’amore che ci necessita come un autentico elisir di guarigione, potremmo finalmente dire:
“Ogni sera vado a letto con la persona che amo di più.”

L’amore ri-amato. Come realizzare questo incantesimo?


Il potere della parola -

9 ottobre 2010

Il nostro psichismo è strutturato in modo tale che le parole (originalmente solo un insieme di suoni) vengono decodificate in immagini, emozioni, pensieri associativi, azione.
Ecco che la parola si manifesta come energia creativa e trasformante, in quanto trasforma la realtà tramite il potere della mente (conscia e subconscia) da uno stato vibratorio ad un’altro, ma la cui qualità dipende dalla consapevolezza del soggetto emittente .

Ecco l’importanza della comprensione della parola come comunicazione energetica e quindi anche come conseguente effetto sulla materia.

La parola, come l’immagine, può essere interpretata letteralmente, scientificamente; così si manifesta l’impulso di “andare in fondo alle cose” analizzando tutto con sguardo critico. Così rischiamo di perdere il contatto con il sentimento e con l’anima delle cose, come avviene nel mondo “scientifico”; con la mente cerchiamo di dimostrare qualcosa che non esiste, mentre tralasciamo di ascoltare ciò che appare. In ciò che è si nasconde ciò che sta oltre, che può solo essere percepito.

Siamo talmente abituati a dare un nome alle cose che non ci fidiamo più della nostra percezione; quasi ne abbiamo paura.
Dovremmo imparare tutto daccapo…
Quando impariamo a percepire
, la razionalità lascia il posto all’Essere; così pure la paura si dissolve e lascia il posto alla verità.

Come improvvisati Poeti possiamo percepire il mondo come una metafora della Realtà invisibile, nel quale Ragione, Sentimento e Azione si fondono in un’ Unica manifestazione vitale.

Mentre scrivo mi ricordo di Massimo Troisi nel suo ultimo film Il Postino;  quanta tenerezza…


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