Sei in grado di sapere che cosa ti è veramente utile? -

11 novembre 2011

Tenere tutto sotto controllo, dominare gli eventi, sentirsi potenti oltre ogni limite… non è forse il desiderio infantile di un bambino che non ha ricevuto l’amore dovuto?

Nella lettura del “Vangelo di Myriam” (audio .mp3) mi ha colpito una frase, una domanda che il Maestro rivolge ai discepoli quale risposta alla loro pretesa di ottenimento, quali esseri privilegiati per essere stati scelti a seguire le sue orme: “La debolezza dov’è?”

La “debolezza”, alla quale tentiamo disperatamente di fuggire rinnegandola in noi stessi, è invece Forza qualora ne diventiamo sinceramente consapevoli.
In quella consapevolezza conosciamo l’umiltà, che è la Porta che ci apre all’ascolto.

Ascoltare la Voce interiore ci permette di lasciare andare le cose, di fluire, di affidarci a un Amore più grande - spesso incomprensibile nelle sue vie - nella tranquilla certezza che ciò che ci occorre verrà a noi incontro, così… da sé, senza un vero e proprio sforzo di testardaggine. Questa è l’esperienza del “sentirsi amati” comunque e in ogni modo, vera-mente.

Quindi alla domanda: “Sei in grado di sapere che cosa ti è veramente utile?”, posso solo rispondere con il mio silenzio.

Emmanuele (11.11.11)


Una definizione della Felicità? -

7 novembre 2011

Felicità… una parola che generalmente è considerata come un’astrazione, un’illusione, forse anche un poco… impudica, tanto da suscitare un sentimento di vergogna in chi osa attribuirsene la “proprietà”.

“Se sei felice, non urlarlo troppo forte; la tristezza ha il sonno leggero.” (Proverbio popolare?)

Definirla è forse qualcosa di inutile in se stesso; ma la Mente, perennemente inquieta, si torce dal desiderio di inquadrarla in un concetto, o un fatto, decifrabile (forse per un timore inconfessabile di annullamento?).
Possiamo cavarcela egregiamente citando:
“La Felicità è uno stato dell’Essere” - ma non si conclude molto se non conosciamo che cosa sia “Essere“.

Recentemente ho letto un post con una citazione (di cui non ricordo l’autore) che mi sembra ben esprimere il concetto :

“La Felicità non è fare ciò che vorrei fare, ma essere contento di quello che faccio.”

Non si tratta di una vera e propria definizione… ma aiuta!
Aiuta a provarci, a ricercare e vivere quel certo “stato dell’Essere” che mi permette di “essere qui” nell’adesso, tralasciando per po’ le valutazioni, le classificazioni e i giudizi della Mente.

Vivere l’Adesso, come ama ripetere il caro Eckhart Tolle  può essere difficile o meno, tanto dipende dal nostro vissuto, da quanto accettiamo ciò che siamo, da quanto ci amiamo.

Durante le Rappresentazioni delle Costellazioni Spirituali, abbiamo la possibilità di sperimentare la visione distaccata nella presenza, come in una non-palestra in cui allenare il silenzio mentale lasciando libera l’intuizione nel semplice atto del sentire.  


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