Una definizione della Felicità? -
Felicità… una parola che generalmente è considerata come un’astrazione, un’illusione, forse anche un poco… impudica, tanto da suscitare un sentimento di vergogna in chi osa attribuirsene la “proprietà”.
“Se sei felice, non urlarlo troppo forte; la tristezza ha il sonno leggero.” (Proverbio popolare?)
Definirla è forse qualcosa di inutile in se stesso; ma la Mente, perennemente inquieta, si torce dal desiderio di inquadrarla in un concetto, o un fatto, decifrabile (forse per un timore inconfessabile di annullamento?).
Possiamo cavarcela egregiamente citando:
“La Felicità è uno stato dell’Essere” - ma non si conclude molto se non conosciamo che cosa sia “Essere“.
Recentemente ho letto un post con una citazione (di cui non ricordo l’autore) che mi sembra ben esprimere il concetto :
“La Felicità non è fare ciò che vorrei fare, ma essere contento di quello che faccio.”
Non si tratta di una vera e propria definizione… ma aiuta!
Aiuta a provarci, a ricercare e vivere quel certo “stato dell’Essere” che mi permette di “essere qui” nell’adesso, tralasciando per po’ le valutazioni, le classificazioni e i giudizi della Mente.
Vivere l’Adesso, come ama ripetere il caro Eckhart Tolle può essere difficile o meno, tanto dipende dal nostro vissuto, da quanto accettiamo ciò che siamo, da quanto ci amiamo.
Durante le Rappresentazioni delle Costellazioni Spirituali, abbiamo la possibilità di sperimentare la visione distaccata nella presenza, come in una non-palestra in cui allenare il silenzio mentale lasciando libera l’intuizione nel semplice atto del sentire.
2 Marzo 2012 alle 00:45
Cerco di calarmi quanto più possibile nel presente e funziona. Forse non sarò felice, ma sicuramente più serena.
30 Marzo 2012 alle 20:44
la felicita’ e’la capacita’ di non identificarsi nelle situazioni difficili e gravi e nemmeno in quelle positive ed entusiasmanti
5 Maggio 2012 alle 19:21
la felicita’ e’ una astrusita’ perche’ non esiste se non come definizione. Ognuno conosce la sua felicita’ se cosi’ possiamo chiamarla e trattasi di uno stato alterato..che quando si presenta. da un lato ti rende felice e dall’altro quando se ne va, ti provoca una sensazione sgradevole. Non mi ha mai entusiasmata la felicita’ ma piuttosto la ricerca della soddisfazione in quello che faccio, nelle mie scelte e nei miei credo.
L’armonia e’ invece uno stato ottimale per vivere.
6 Maggio 2012 alle 21:31
Grazie Paola, il tuo commento mi stimola a chiarire che ciò che tu intendi per “armonia” è in qualche modo connesso a ciò che io intendo per “felicità”.
Credo infatti, per esperienza, che vivere in armonia sia la condizione necessaria alla felicità, che è uno stato dell’Essere e non un’emozione passeggera, come la gioia o la tristezza. Questo “stato” non esclude comunque di vivere compiutamente le varie emozioni, come la gioia appunto, ma permette di vederle per ciò che sono: eventi passeggeri, legati al mondo materiale delle illusioni.
Quindi sento che siamo fondamentalmente in accordo, l’importante è sempre andare al di là delle definizioni, che appartenendo al campo della mente e rendono spesso “astruse” anche le cose più semplici e naturali.
Un abbraccio.
E.