Una definizione della Felicità? -

Felicità… una parola che generalmente è considerata come un’astrazione, un’illusione, forse anche un poco… impudica, tanto da suscitare un sentimento di vergogna in chi osa attribuirsene la “proprietà”.

“Se sei felice, non urlarlo troppo forte; la tristezza ha il sonno leggero.” (Proverbio popolare?)

Definirla è forse qualcosa di inutile in se stesso; ma la Mente, perennemente inquieta, si torce dal desiderio di inquadrarla in un concetto, o un fatto, decifrabile (forse per un timore inconfessabile di annullamento?).
Possiamo cavarcela egregiamente citando:
“La Felicità è uno stato dell’Essere” - ma non si conclude molto se non conosciamo che cosa sia “Essere“.

Recentemente ho letto un post con una citazione (di cui non ricordo l’autore) che mi sembra ben esprimere il concetto :

“La Felicità non è fare ciò che vorrei fare, ma essere contento di quello che faccio.”

Non si tratta di una vera e propria definizione… ma aiuta!
Aiuta a provarci, a ricercare e vivere quel certo “stato dell’Essere” che mi permette di “essere qui” nell’adesso, tralasciando per po’ le valutazioni, le classificazioni e i giudizi della Mente.

Vivere l’Adesso, come ama ripetere il caro Eckhart Tolle  può essere difficile o meno, tanto dipende dal nostro vissuto, da quanto accettiamo ciò che siamo, da quanto ci amiamo.

Durante le Rappresentazioni delle Costellazioni Spirituali, abbiamo la possibilità di sperimentare la visione distaccata nella presenza, come in una non-palestra in cui allenare il silenzio mentale lasciando libera l’intuizione nel semplice atto del sentire.  

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