La zolla ha un centro -

2 luglio 2012

Ogni primavera mi appresto a preparare la terra dell’orto.

Vivo nella montuosa campagna ligure e dispongo di alcune piccole “fasce” di terra sostenute da muri di grosse pietre mirabilmente appilate dai contadini che mi hanno preceduto qui, e che hanno costruito con somma fatica per ottenere terreni in forma pianeggiante più adatti alla coltivazione di ortaggi. Grazie.

Ovvviamente ho adottato il metodo di coltivazione biologica (per un periodo ho tentato anche la biodinamica di Steiner) in modo da ottenere cibo di qualità, con più energia vitale e buon sapore.
Verso il tramonto (perché non sono un tipo mattiniero… ;-)) mi accingo a zappare il terreno per poi aggiungervi il concime di cavallo (grazie Pina) e il compost prodotto con i rifiuti organici lasciati a macerare fino a formare un terriccio ricco i sostanze nutrienti.

Dopo l’inverno la terra è più dura e scavando ne risultano parti più friabili e zolle più dure.
Quando frantumo quelle zolle con un colpo della zappa rovesciata, noto sempre che  all’interno vi è un sasso più grande della media; è come se il sasso avesse attratto a sé le parti terrose per formare una massa più solida.

Ogni volta ripenso alla funzione del Maestro spirituale che, come una pietra dura, raccoglie attorno a sè le fragili essenze degli allievi, in un contesto unitario più  resistente agli agenti esterni. Poi la Vita, come l’azione della mia zappa, frantuma il contesto e li disperde nuovamente, per un nuovo compito, un nuovo ciclo di servizio.
Così è in alto come in basso…

Buona serata!


Chi è che sogna, desidera, vuole? -

17 agosto 2011

Mi piace, quando faccio legna nel bosco sopra casa, lanciare i piccoli tronchi cercando di raggrupparli in un punto preciso, più in basso, evitandomi di doverli trasportare a braccia.
E’ un ottimo allenamento al “vuoto” mentale, infatti se osservo l’intenzione di “fare centro” il ceppo cade lontano dal bersaglio; solo quando guardo il besaglio senza intenzione i ceppi lo raggiungono con straordinaria precisione, anche dopo improbabili saltelli.

Stamane, mentre ero così affaccendato, mi sono domandato se ero veramente io a determinare la traiettoria del pezzo di legno o se viceversa fosse la mia mente profonda a prevedere ciò che sarebbe successo di lì a un attimo.
La Domanda in effetti è : “Quanto sono io a determinare ciò che accade e quanto ciò che accade determina ciò che sono? La mia volontà è reale o immaginaria?”
(Non mi interessa, in questa sede, dare una “mia” risposta, ma solo riportare la Domanda.)
Così, senza volere, ho avuto una nuova comprensione di un noto aforisma cinese:

“Una volta Chuang Tzu sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte, e ignara di essere Chuang Tzu. Bruscamente si risvegliò, e si accorse con stupore di essere Chuang Tzu. Non seppe più allora se era Tzu che sognava di essere una farfalla, o una farfalla che sognava di essere Tzu.”


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