La zolla ha un centro -

2 luglio 2012

Ogni primavera mi appresto a preparare la terra dell’orto.

Vivo nella montuosa campagna ligure e dispongo di alcune piccole “fasce” di terra sostenute da muri di grosse pietre mirabilmente appilate dai contadini che mi hanno preceduto qui, e che hanno costruito con somma fatica per ottenere terreni in forma pianeggiante più adatti alla coltivazione di ortaggi. Grazie.

Ovvviamente ho adottato il metodo di coltivazione biologica (per un periodo ho tentato anche la biodinamica di Steiner) in modo da ottenere cibo di qualità, con più energia vitale e buon sapore.
Verso il tramonto (perché non sono un tipo mattiniero… ;-)) mi accingo a zappare il terreno per poi aggiungervi il concime di cavallo (grazie Pina) e il compost prodotto con i rifiuti organici lasciati a macerare fino a formare un terriccio ricco i sostanze nutrienti.

Dopo l’inverno la terra è più dura e scavando ne risultano parti più friabili e zolle più dure.
Quando frantumo quelle zolle con un colpo della zappa rovesciata, noto sempre che  all’interno vi è un sasso più grande della media; è come se il sasso avesse attratto a sé le parti terrose per formare una massa più solida.

Ogni volta ripenso alla funzione del Maestro spirituale che, come una pietra dura, raccoglie attorno a sè le fragili essenze degli allievi, in un contesto unitario più  resistente agli agenti esterni. Poi la Vita, come l’azione della mia zappa, frantuma il contesto e li disperde nuovamente, per un nuovo compito, un nuovo ciclo di servizio.
Così è in alto come in basso…

Buona serata!


A chi ha sarà dato… -

20 maggio 2012
  • «A chi ha sarà dato e sarà nell’abbondanza, e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.» (Mt 13,12).

Chi, leggendo queste parole attribuite al Maestro Gesù, non si è domandato a quale senso della giustizia esse si riferivano? E che rapporto avessero con l’Insegnamento della fratellanza universale e della compassione divina?

A me certamente più volte è capitato di riflettere su questo.
La frase evangelica è stata anche spesso usata nel Pensiero Positivo come giustificazione del fatto che la ricchezza materiale è naturalmente convogliata verso l’abbondanza; fatto la cui veridicità è possibile osservare nella realtà attuale.

Estrapolare una frase dal suo contesto, come appunto in questo caso, può in moltissimi casi generare incomprensioni,  interpretazioni errate e quantomeno letterali; la mente comprende a suo modo la lettera, evitando così di accedere alla verità più profonda che è insita nel messaggio globale; gli effetti dannosi di una tale lettura di possono vedere nell’integralismo mussulmano (taliban kamikaze) come in quello cristiano (santa inquisizione).

L’altro ieri mentre ero in auto e la mente era rilassata nell’osservare il paesaggio, ho ricevuto una “nuova” comprensione della stessa frase, che cercherò adesso di trasmetterti con parole mie, sempre interpretabili certo ma forse utili anche a te che mi stai leggendo:

  • Il Maestro  Gesù (o comunque l’Energia Cristica che Egli, anche forse solo simbolicamente, rappresenta) ha portato all’umanità del suo tempo l’Insegnamento dell’Amore; quindi è tramite questa chiave di lettura che i suoi discorsi e parabole dovrebbero essere interpretati…
  • “Chi ha coscienza dell’Amore, chi Ama se stesso e di conseguenza Ama il prossimo suo (suo simile) come se stesso, riceverà altrettanto e sovrabbonderà.
  • Chi invece vive nella sparazione tra mente e cuore, e ancora non conosce l’Amore anche se come tutti lo sta cercando, vive nell’illusione della mente, che crede la felicità trovarsi nelle cose materiali e nell’avere piuttosto che nell’essere.
    Tali cose, essendo impermanenti e solo illusoriamente proprie, un giorno gli saranno comunque tolte, perché ben sappiamo che anche al più ricco degli uomini non è dato di sfuggire all’Angelo della Morte, l’ultima trasformazione,  il viaggio al quale ci appressiamo da soli e nudi.

Per riportare correttamente la frase iniziale ho ricercato su Google e ho trovato questo link con l’intero testo da cui è stata estrapolata la frase citata, e che se ti interessa approfondire l’argomento, meditandolo individualmente, consiglio di leggere per intero almeno dal paragrafo 1 al 23.

Ciò che ho scritto ha valore soprattutto per me, perché questa Ricerca è sempre un percorso individuale, anche se le indicazioni esterne ci possono essere di straordinaria utilità [Il dito che indica la Luna non è la Luna!].

http://www.speakingbible.com/italian/B40C013.htm

Voglio in questa sede  segnalarti anche l’audio-libro “AMORE COSCIENTE”
di A.R. Orage, che ho letto e registrato in formato .mp3 e che puoi scaricare gratuitamente al questo link:
http://www.costellazioni-spirituali.org/media/Amore_cosciente.mp3

Buona trasformazione!
Emmanuele


La rivoluzione della fisica quantistica -

25 aprile 2012

Bert Hellinger ha sempre evitato di voler spiegare scientificamente (razionalmente) perché le Rappresentazioni delle Costellazioni Familiari funzionano; da quanto ho compreso dai suoi scritti, egli sostiene che ciò che viene chiamato”campo” o “campo morfogenetico” da altri ricercatori, possa perdere forza ed efficacia se oggetto di indagine approfondita al punto da limitarlo nei ristretti confini del concetto. Questo è anche motivo per cui Hellinger preferisce chiamarlo semplicemente “anima“, lasciando a questa parola tutto il mistero che le compete. Inoltre la stessa parola “anima” risuona agevolmente nell’inconscio collettivo dei partecipanti a un gruppo di Rappresentazioni.

La fisica quantistica, d’altra parte, pur nei limiti della nostra comprensione della stessa, stimola a considerazioni e analogie che ci aprono a nuove prospettive, dove infine l’Amore, come Energia Creativa Universale, è sempre autore e attore indiscusso.

Riporto qui un paio di pagine tratte da uno dei moltissimi libri scritti da Hellinger e che a questo riguardo ho trovato molto interessanti.
Buona lettura!
Emmanuele

***
” La fisica quantistica (o fisica dei quanti) ha rivoluzionato la nostra visione della realtà, anche se forse non tutti se ne rendono ancora conto. Il principio di indeterminazione (di Heisenberg), l’idea che l’osservazione alteri le caratteristiche stesse dell’oggetto osservato, le dimensioni della realtà estese prima da Einstein a quattro, poi addirittura a undici, ci portano già a considerare del tutto possibili temi da fantascienza come il teletrasporto o i viaggi nel Tempo.

Ancora più recentemente è stato dimostrato un altro fenomeno sconcertante, quello dell’entanglement.  Due particelle, ad esmpio due fotoni, vengono sdoppiati in due gemelli identici con le stesse caratteristiche. Ebbene, questi restano “legati” in coppia tra loro per sempre in maniera ancora incomprensibile. Se si modificano le caratteristiche di uno, cambierà istantaneamente anche l’altro, indipendentemente dalla distanza e senza alcun trasporto fisico dell’informazione, a dimostrazione di quanto ancora poco sappiamo dei “campi” che legano gli oggetti della realtà visibile.

Se la mente interagisce con l’esterno, lo fa nello spazio ma anche nel tempo. Nel campo morfogenetico, per esempio, c’è la memoria collettiva della specie, tutto il nostro passato. Esiste un campo che è quello familiare, quello sociale, del proprio gruppo di appartenenza. Ci sono molte conferme che si può entrare in risonanza con questi “campi”, in maniera cosciente  o meno. E non è detto che non si arrivi a condizionarlo, almeno in parte.

Talvolta ci confondiamo sul significato dei temini campo e anima. Lo stesso R. Sheldrake dice che “campo” non è forse un termine adeguato.
I primi a occuparsi di questi campi sono stati i filosofi tedeschi all’inizio del secolo scorso, formulando le osservazioni sui “capi di coscienza”. Li chiamavano “anima”, parlando di un’anima superiore, anche di un’anima mondiale. Ma il termine “anima” non trova posto nella scienza, per questo hanno preferito chiamarla “campo”.

In ogni caso abbiamo potuto osservare che un campo di coscienza segue determinate leggi e ordini, che è in movimento e che attraverso di esso vuole raggiungere qualcosa. Tuttavia ci riesce solo chi acquista consapevolezza. Un “campo” non può avere consapevolezza, quindi in questo caso è più appropriato il termine “anima“. Per questo parliamo spesso di Grande Anima.

Attorno a noi c’è un “campo” fisico: la nostra anima è estesa e noi siamo in risonanza nello spazio e nel tempo con tutto ciò che è stato.
Se c’è un disturbo, questo si riflette nel nostro presente. Ma per la stessa via possiamo anche guarire, “rimettere le cose a posto”.
Molti problemi hanno a fare con la morte. Se c’è qualcosa di non risolto. questo agisce su di noi come un disturbo, è in grado di passare da una generazione all’altra. Si resta “irretiti”, attaccati al passato invece di andare verso il futuro.

Siamo connessi con i morti nella maniera giusta quando ricordiamo i nostri cari con nostalgia, a volte con amore, quando ne portiamo il lutto.
Ma dobbiamo imparare anche a staccarci, lasciare noi e loro liberi nei nostri mondi diversi.
Dobbiamo imparare a dir loro “grazie“, comunque.

Invece molti conservano rabbia o muovono rimprovei nei loro confronti. In questo modo i vivi restano attaccati ai morti e questo è un male.
Dobbiamo essere capaci di accettare.
Qualsiasi cosa sia successo, se lo accettiamo, questo diventa una forza attiva, positiva. Altre volte possiamo sentirci in colpa per aver fatto dei torti alle persone scomparse, e in questo caso sono loro ad avere pretese. Naturalmente questa è solo un’immagine. Ma possiamo comunque dir loro “grazie” o “mi dispiace“, oppure fare qualcosa di buono per i loro figli, e staccarci definitivamente.

A volte l’atteggiamento di fronte a un senso di colpa è quello di voler “espiare“, che viene molto dalla tradizione cristiana. Espiare significa in questo caso farsi un danno; è una scelta egoistica e comunque non serve.
Quello che ci occorre è la capacità di accettare anche la colpa, per trovare energie, riconciliarci e lasciare in pace, con rispetto, i nostri defunti.
Come dice bene Christian Morgenstern: “La colpa è la madre della profondità. Gli innocenti non hanno profondità“.
(Tratto dal libro “Conoscere le Costellazioni Familiari” di Bert Hellinger, allegato al dvd omonimo.)


Guarigione Quantica [Un'altra montagna da scalare?] -

27 marzo 2012

Questo è un errore comune: appena raggiungiamo un obiettivo e otteniamo ciò per cui abbiamo lavorato sodo, ci sentiamo bene. Crediamo di sentirci bene perché abbiamo ottenuto quello che volevamo. In realtà, quella sensazione positiva e profonda, deriva dal fatto che abbiamo smesso di cercare quella cosa. C’è un piccolo spazio di dolce far niente che si riempie di gioia, pace, senso di soddisfazione.

Poiché fraintendiamo la vera natura della pace, cerchiamo  di riempire questo spazio con nuove attività; appena raggiungiamo un obiettivo, iniziamo a sentirci nervosi, sulle spine, e cerchiamo un’altra montagna da scalare.

Queste righe sono tratte dal libroEUFEELING La Guarigione Quantica” del dottor Frank Kinslow, sviluppatore e insegnante del “Quantum Entrainment” (procedimento scientifico che promuove la guarigione rapida di corpo-mente-spirito).

Mi sono avvicinato a questo “nuovo” metodo perché lo trovo in grande sintonia con il mio percorso di ricerca delle tecniche di Guarigione Olistica. Così come le Costellazioni Spirituali, che pratico e facilito da diversi anni, sento che la Guarigione Quantica può essere uno strumento altrettanto potente di  Guarigione Olistica (Nota: La G.O. coivolge l’intera natura umana e prende la sua forza trasformante dalla medesima Fonte, della quale il facilitatore è solo un umile strumento, un canale vuoto).

Sarebbe interessante raccogliere condivisioni di pensieri e, soprattutto, esperienze  a riguardo del  “Quantum Entrainment” o “Guarigione Quantica“,  come le due testimonianze riportate nei videoche trovate ai link qui sopra.

“La condivisione è il sale della vita; ma se il sale perde il suo sapore… chi lo salerà?”


Lo Zen del Singhiozzo [Guarigione Quantica] -

16 marzo 2012

Molti anni orsono mi trovavo a passeggiare per le vie del centro città, quando fui improvvisamente preda di un “attacco” di singhiozzo (Movimento respiratorio anormale che consiste in una contrazione repentina e spastica del diaframma, accompagnata da una brusca parziale chiusura della glottide, per cui si produce un rumore secco e rauco dovuto all’aspirazione - Dizionario GABRIELLI).

Sarà capitato anche a te qualche volta; ti sarà anche capitato di ricevere suggerimenti su come farlo passare, tipo: “bevi un bicchier d’acqua senza respirare” oppure “fatti spaventare da qualcuno”, ecc…

Sul momento trovai una personale soluzione (che potrai aggiungere all’elenco); mi sono seduto sulla prima panchina che ho trovato (ma qualunque altro posto va bene), ho chiuso gli occhi e mi sono rilassato, quindi ho formulato questo pensiero:

  • “Voglio osservare con attenzione come e da dove il prossimo singulto si manifesterà!”

Quindi così “appostato” mi sono sono messo in paziente attesa…
Un minuto… due… tre… niente più singhiozzo!

Pur non sapendo spiegarmene razionalmente la motivazione, dovetti constatare che aveva funzionato!
E così fino ad oggi mai più crisi di singhiozzo. :-)

Che c’entra lo Zen?
Non saprei… ma forse puoi spiegarmelo tu… ;-)

E la Guarigione Quantica?
Beh, proprio oggi mi sono imbattuto in un file audio che spiega come fermare i pensieri con una tecnica ultrarapida, tratto da un seminario di Guarigione Quantica di Frank Kinslow (clicca qui per altre info).

Ho trovato molta similitudine tra quella mia tecnica improvvisata e ciò che propone Frank Kilslow  (mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito) e anche con le tecniche ZaZen per il vuoto mentale e la connessione con l’Assoluto in noi stessi.
Interessante come tutto in qualche modo ci riconduce all’Uno…

Alla prossima!

Emmanuele


Sapevi di essere in prigione? [...e che la Chiave è a portata di mano?] -

23 febbraio 2012

Sì… è una frase molto forte, eppure, anche se solo simbolicamente, è purtroppo assai vera…

Infatti la “prigione” a cui accenno nell’oggetto, è la gabbia “invisibile” nella quale quotidianamente una grandissima percentuale di persone (praticamente tutti…) si agita freneticamente credendola “tutto il mondo”.

Potremmo anche chiamarla “l’illusione di realtà” della quale ci hanno parlato i grandi mistici e filosofi di tutti i tempi.

La “gabbia” è formata da tutte le nostre convinzioni (individuali e sistemiche),  credi e credenze, codici morali e comportamentali,
tutti con effetto saporifero e limitante nei riguardi di ciò che siamo e potremmo essere, secondo la nostra verità.

Da questa “prigione” in condizioni ordinarie è impossibile uscirne; innanzitutto perché si rende invisibile alla nostra mente essendo essa stessa un suo sottoprodotto. Per spiegare meglio questo concetto, possiamo paragonare la gabbia all’aria che respiriamo; ci accorgiamo che esiste e della sua preziosità solo quando abbiamo il naso tappato e stiamo soffocando, oppure quando la inquiniamo a tal punto da renderla irrespirabile…
Forse non è proprio l’esempio più calzante… o forse sì… magare ne parliamo la prossima volta che ci incontriamo (…in vivo).

Eppure la Chiave è sempre stata lì, a disposizione, perché è nostra, proprio come la gabbia!
Per riuscire a vederla dobbiamo fare un certo processo di pulizia, toglierci la polvere dagli occhiali della mente (cambiare forma o colore agli occhiali serve solo a spostare il problema). Dobbiamo tornare a vedere la realtà come i bambini piccoli (quelli ancora senza credi e convinzioni limitanti), con stupore e sana curiosità, senza pre-giudizio, né aspettativa.

A questo possiamo allenarci durante le Rappresentazioni, cercando di guardare ciò che è, nell’Adesso, con totale accettazione. Allora dalla Realtà dell’Adesso, emergerà un Nuovo Pensiero, senza vincoli pre-concetti, e sarà un Pensiero Libero perché proverrà dalla Pura Essenza,  la Fonte inesauribile di ogni cosa.

  • A proposito: “In Accordo con la Vita” è il motivo trainante dei miei seminari.
  • E in pratica… che cosa significa ”accordarsi” con la Vita?

Musicalmente, accordare, significa “far vibrare alla stessa frequenza, a una certa nota, un dato strumento”.

Spiritualmente direi che “a(c)-cor-dare” significa dare al proprio Cuore (il nostro strumento musicale interiore) la frequenza della Vita, che poi non è altro che quella dell’Amore.

L’Amore è anche la Chiave che apre le porte della comprensione e della gioia, del successo e della felicità. Cercare di vedere questa Chiave è quindi il nostro compito… Cerchiamola insieme!

Mi sovviene il 2° loghion del vangelo gnostico di Tommaso Didimo, nel quale il Maestro Gesù dice:

“Colui che cerca non desista dal cercare

fino a quando non avrà trovato.

Quando avrà trovato si turberà.

Quando si sarà turbato si stupirà 

e regnerà su tutto”

( Ho inserito in quest’altro articolo  il link a un video relativo a questo testo gnostico)

Ebbene… non dobbiamo temere di turbarci, perchè è proprio grazie a quel turbamento (trambusto, tribolazione, rimescolamento) momentaneo che potremo accedere a un Nuovo Livello Vibrazionale e guardare il mondo con occhi nuovi.

Se preferesci una visione più “moderna” o “scientifica” di ciò che ho appena detto: Rupert Sheldrake, studioso
dei Campi Morfogenetici, sostiene che quando qualcosa si è formato in base a un determinato modello, la persistenza di questo modello determinerà che cosa accadrà in futuro in questo Campo. Il Campo genera la sua forma e tende a ripeterla in base al modello. Quindi….

A presto!
                      Emmanuele 

 I prossimi appuntamenti:

“In Accordo con la Vita”

[La Legge di Attrazione e l'Amore]

Workshop teorico/pratico introduttivo al “Lavoro su di Sé” tramite lo studio della Legge dell’Attrazione e l’applicazione di strumenti come le Costellazioni Familiari e Spirituali, le Costellazioni Archetipiche, l’Enneagramma Sacro di Gurdjieff, e altri metodi usati sinergicamente.

Domenica  11 Marzo  - (orario: 13,30-18,00)  - GENOVA

al Centro Civico R.Zena - Sal. del Prione 26/1 - Genova Centro
Info e Iscrizione: 335.589.7535 (Emmanuele)

Domenica  18 Marzo (orario: 10,30-18,30)  - Bedizzole (BRESCIA)

all’Associazione GAYA - Via Ferramola, 1/b - Bedizzole (Brescia)
Info e Iscrizione: 349.126.3170 (Roberta)


Sei in grado di sapere che cosa ti è veramente utile? -

11 novembre 2011

Tenere tutto sotto controllo, dominare gli eventi, sentirsi potenti oltre ogni limite… non è forse il desiderio infantile di un bambino che non ha ricevuto l’amore dovuto?

Nella lettura del “Vangelo di Myriam” (audio .mp3) mi ha colpito una frase, una domanda che il Maestro rivolge ai discepoli quale risposta alla loro pretesa di ottenimento, quali esseri privilegiati per essere stati scelti a seguire le sue orme: “La debolezza dov’è?”

La “debolezza”, alla quale tentiamo disperatamente di fuggire rinnegandola in noi stessi, è invece Forza qualora ne diventiamo sinceramente consapevoli.
In quella consapevolezza conosciamo l’umiltà, che è la Porta che ci apre all’ascolto.

Ascoltare la Voce interiore ci permette di lasciare andare le cose, di fluire, di affidarci a un Amore più grande - spesso incomprensibile nelle sue vie - nella tranquilla certezza che ciò che ci occorre verrà a noi incontro, così… da sé, senza un vero e proprio sforzo di testardaggine. Questa è l’esperienza del “sentirsi amati” comunque e in ogni modo, vera-mente.

Quindi alla domanda: “Sei in grado di sapere che cosa ti è veramente utile?”, posso solo rispondere con il mio silenzio.

Emmanuele (11.11.11)


Una definizione della Felicità? -

7 novembre 2011

Felicità… una parola che generalmente è considerata come un’astrazione, un’illusione, forse anche un poco… impudica, tanto da suscitare un sentimento di vergogna in chi osa attribuirsene la “proprietà”.

“Se sei felice, non urlarlo troppo forte; la tristezza ha il sonno leggero.” (Proverbio popolare?)

Definirla è forse qualcosa di inutile in se stesso; ma la Mente, perennemente inquieta, si torce dal desiderio di inquadrarla in un concetto, o un fatto, decifrabile (forse per un timore inconfessabile di annullamento?).
Possiamo cavarcela egregiamente citando:
“La Felicità è uno stato dell’Essere” - ma non si conclude molto se non conosciamo che cosa sia “Essere“.

Recentemente ho letto un post con una citazione (di cui non ricordo l’autore) che mi sembra ben esprimere il concetto :

“La Felicità non è fare ciò che vorrei fare, ma essere contento di quello che faccio.”

Non si tratta di una vera e propria definizione… ma aiuta!
Aiuta a provarci, a ricercare e vivere quel certo “stato dell’Essere” che mi permette di “essere qui” nell’adesso, tralasciando per po’ le valutazioni, le classificazioni e i giudizi della Mente.

Vivere l’Adesso, come ama ripetere il caro Eckhart Tolle  può essere difficile o meno, tanto dipende dal nostro vissuto, da quanto accettiamo ciò che siamo, da quanto ci amiamo.

Durante le Rappresentazioni delle Costellazioni Spirituali, abbiamo la possibilità di sperimentare la visione distaccata nella presenza, come in una non-palestra in cui allenare il silenzio mentale lasciando libera l’intuizione nel semplice atto del sentire.  


La Domanda più importante -

31 agosto 2011

Mi sento fortunato.

Grazie a Dio mi è stato concesso di imparare (e ri-conoscere in me) le grandi verità che mi/ci appartengono. (Forse ti sembra un’affermazione presuntuosa eppure poter “riconoscere e affermareciò che è, soprattutto in pratica e senza giudizio, è parte integrante del ritorno all’Essere).

Molti anni fa, un Maestro ci ripropose un antico koan dello Zen:

  • “Qual è il suono di una mano sola?”

La risposta mi venne immediata, ma non la riporterò  per non intralciare la tua personale meditazione.  ;-)

Voglio invece parlarti di quella che oggi ho percepito essere la Domanda più importante  per te che cerchi la Risposta, l’unica che potrà generare in te la condizione ideale per ottenere quella Risposta:

  • La Domanda più importante è:  nessuna domanda.

Nessuna domanda è il vuoto che si crea quando la mente si quieta, in quegli istanti (rari) in cui sei totalmente presente a te stesso, senza il brusio del pensiero, e vivi l’attimo della realtà per ciò che è così come è, senza giudicarla, senza darle un nome o imprigionarla in un concetto, senza attribuirle alcunché, quando sei nel .
Allora in quegli istanti di Luce, la Realtà risponderà, in te stesso, alla tua Domanda, ma con nessuna risposta.

  • La Risposta più importante è: nessuna risposta.

Questo “fenomeno”di consapevolezza silenziosa e”vuota”, peraltro naturale e auspicabile, presente nei bambini piccoli, accade più facilmente se hai l’opportunità di trovarti alla presenza di un vero Maestro, e in un certo tempo e luogo appropriati, quando la Sua Presenza è talmente forte da coinvolgerti totalmente.
Allora puoi scoprire che tutte le domande che avresti voluto rivolgergli sono scomparse; ciò che resta è semplice stupore estatico, nell’unione con Lui (o Lei) che è tramite del Tutto.

Ma non è necessario, una volta sperimentato questo stato dell’Essere, che tu rincorra questa esperienza per rinnovarla nell’identico modo;  il Maestro è lo Strumento che vuole essere usato e poi abbandonato. Piuttosto cerca come ritrovarla nella tua quotidianità,  perché Essa (la Presenza) è sempre lì, in attesa amorevole e paziente del tuo sguardo disincantato, libero dalla mente, per venirti incontro e abbracciarti nella tua verità.

Grazie.

Emmanuele


Chi è che sogna, desidera, vuole? -

17 agosto 2011

Mi piace, quando faccio legna nel bosco sopra casa, lanciare i piccoli tronchi cercando di raggrupparli in un punto preciso, più in basso, evitandomi di doverli trasportare a braccia.
E’ un ottimo allenamento al “vuoto” mentale, infatti se osservo l’intenzione di “fare centro” il ceppo cade lontano dal bersaglio; solo quando guardo il besaglio senza intenzione i ceppi lo raggiungono con straordinaria precisione, anche dopo improbabili saltelli.

Stamane, mentre ero così affaccendato, mi sono domandato se ero veramente io a determinare la traiettoria del pezzo di legno o se viceversa fosse la mia mente profonda a prevedere ciò che sarebbe successo di lì a un attimo.
La Domanda in effetti è : “Quanto sono io a determinare ciò che accade e quanto ciò che accade determina ciò che sono? La mia volontà è reale o immaginaria?”
(Non mi interessa, in questa sede, dare una “mia” risposta, ma solo riportare la Domanda.)
Così, senza volere, ho avuto una nuova comprensione di un noto aforisma cinese:

“Una volta Chuang Tzu sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte, e ignara di essere Chuang Tzu. Bruscamente si risvegliò, e si accorse con stupore di essere Chuang Tzu. Non seppe più allora se era Tzu che sognava di essere una farfalla, o una farfalla che sognava di essere Tzu.”


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