Chi è che sogna, desidera, vuole? -

17 agosto 2011

Mi piace, quando faccio legna nel bosco sopra casa, lanciare i piccoli tronchi cercando di raggrupparli in un punto preciso, più in basso, evitandomi di doverli trasportare a braccia.
E’ un ottimo allenamento al “vuoto” mentale, infatti se osservo l’intenzione di “fare centro” il ceppo cade lontano dal bersaglio; solo quando guardo il besaglio senza intenzione i ceppi lo raggiungono con straordinaria precisione, anche dopo improbabili saltelli.

Stamane, mentre ero così affaccendato, mi sono domandato se ero veramente io a determinare la traiettoria del pezzo di legno o se viceversa fosse la mia mente profonda a prevedere ciò che sarebbe successo di lì a un attimo.
La Domanda in effetti è : “Quanto sono io a determinare ciò che accade e quanto ciò che accade determina ciò che sono? La mia volontà è reale o immaginaria?”
(Non mi interessa, in questa sede, dare una “mia” risposta, ma solo riportare la Domanda.)
Così, senza volere, ho avuto una nuova comprensione di un noto aforisma cinese:

“Una volta Chuang Tzu sognò che era una farfalla svolazzante e soddisfatta della sua sorte, e ignara di essere Chuang Tzu. Bruscamente si risvegliò, e si accorse con stupore di essere Chuang Tzu. Non seppe più allora se era Tzu che sognava di essere una farfalla, o una farfalla che sognava di essere Tzu.”


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