Il marketing famigliare: proto-tipo di un futuro marketing personale, nelle relazioni affettive come nelle relazioni lavorative in genere -

23 agosto 2010


Chi di noi, in una disputa relazionale almeno qualche volta non si è sentito dalla parte della ragione, nell’idea di essere nel giusto, di essere vittima di incomprensione, di subire un’ingiuria gratuita?
Eppure, se guardiamo alle cose da un altro punto di vista, meno identificato e più considerevole dell’altra parte, forse possiamo comprendere che un movimento sta cercando di insegnarci qualcosa.
Infatti… perché mai dovremmo avere problemi di relazione, anche solo occasionali, se alla base del nostro comportamento ci fosse totale sincerità di intenti?

Crediamo veramente che sia sufficiente dare la “colpa” a cose, situazioni, personalità avverse?
Come mai allora certi fatti, simili nella loro dinamica distruttiva, tendono a ripetersi periodicamente?

Non intendo con questo accusare alcuno; è invece necessario considerare la questione guardando al passato di ciascuno, un passato per alcuni molto lontano: l’infanzia.

In quel periodo importantissimo per la nostra formazione, i nostri genitori, prima di tutto la madre, sono stati caposaldo del nostro mondo relazionale. In quel tempo abbiamo operato un “marketing relazionale”, necessario per ottenere certi benefici; per salvaguardarci dalla sofferenza di situazioni almeno “poco amorevoli” ci siamo inventati  comportamenti che non rispecchiavano il nostro vero sentire. In altre parole abbiamo mentito, prima di tutto a noi stessi, una menzogna per la sopravvivenza, e questa ipocrisia ce la siamo portata avanti per il resto della nostra vita, ma ben nascosta, mascherata sotto facciate di buonismo e perbenismo. Anche nei vangeli si attribuiscono al Maestro Gesù parole aspre su certi “sepolcri imbiancati”.

Falsità e ipocrisia sono certamente controproducenti, sia nel maketing aziendale che nelle relazioni in genere, in quanto nel medio/lungo termine portano sfiducia e perdita. Esserne completamente scevri è cosa auspicabile ma sicuramente non certa.  Se ciò che siamo oggi dipende dalle nostre azioni passate (karma), dalle nostre scelte di oggi dipende il nostro futuro. Se accettiamo questo come una Legge cosmica verificabile, comprendiamo come da avvenimenti ormai dimenticati (della nostra vita ma anche di quella di coloro a cui siamo legati sistemicamente) possono dipendere il nostro successo personale, attuale e futuro, in ogni ambito relazionale, sia esso affettivo che lavorativo.

Possiamo liberarci dei legami karmici?

Iniziare se stessi.

Ecco quindi aprirsi uno spiraglio, una via d’uscita da un karma “negativo” (che ho virgolettato in quanto il karma di per sé è semplicemente ciò che è, mentre la “negatività” è intrinseca al protrarsi di conseguenze negative causate dal ripetersi di scelte sbagliate).

Inutile colpevolizzarci, rimuginando e scavando con la mente (che sempre mente), però possiamoiniziare da adesso a fare qualcosa di concretamente positivo per noi stessi, costruendo un nuovo karma, vagliando con l’attenzione dell’amore le nostre scelte, separare il grano dalla pula, per un nuovo futuro di felicità.

Come agire in pratica?

Gli errori passati, nell’inconsapevolezza di una “infanzia” protratta più a lungo del necessario, appartengono al passato; non per questo possiamo voltar pagina senza verificarne oggi la consistenza reale (o immaginaria – per la mente non fa differenza) guardandone le cause e le conseguenze. Chi promette di potervi evitare questo processo con un metodo totalmente indolore e rapido, a mio parere, non fa altro che manipolare il bisogno indotto di certezza e di amore, creando così nuove realtà illusorie e impermanenti.
La verità spesso è scomoda da accettare, ma non per questo è meno necessaria, bella e divina.
Nella verità c’è creazione e vita.
Continuare a nascondere sotto il tappeto la realtà del nostro passato, contribuirebbe solo al permanere nello stato di sofferenza, e a un livello sempre più lontano dalla Coscienza.  Ciò che occorre è maggior consapevolezza, e la consapevolezza è una qualità caratteristica dell’essere umano completo.

La consapevolezza deve essere acquisita con il Lavoro su di sé e l’esperienza individuale – non può essere comprata al supermercato della spiritualità.
Anche se in realtà siamo già a “casa”,  prenderne coscienza, diventare veramente Padroni della Casa, gli abitanti consapevoli del Regno che è qui, è un percorso. Quanto possa essere breve, piuttosto che lungo, stretto o difficile, dipende da te (ma non solamente da te).

In questo processo evolutivo di acquisizione di consapevolezza, le Costellazioni Familiari e Spirituali accorrono in nostro aiuto; grazie a Bert Hellinger, e a tanti altri Cercatori del passato e contemporanei, oggi abbiamo “nuovi” strumenti, soprattutto abbiamo maggiori capacità di usarli.

Gli strumenti del Lavoro sono sempre stati a disposizione di chi cerca sinceramente.

Nelle Rappresentazioni abbiamo la possibilità di incontrare e rivivere, con la coscienza di oggi, le situazioni che hanno generato in noi codici e credenze limitanti che ci legano ad un destino non nostro.

Nella visione im-mediata della nostra verità possiamo perdonarci e, perdonando, cambiare la nostra realtà attuale in una Realtà d’Amore.

E’ quindi necessario iniziare con l’assumerci le nostre responsabilità di adulti consapevoli, acquisendo nuovi punti di vista prendere le giuste distanze dall’ego, accettando e, quando ciò è reso possibile, perdonando il genitore giudicante interiorizzato. E’ inoltre necessario riconoscere in noi stessi quel bambino impaurito e indifeso, abbracciarlo e consolarlo, dandogli adesso quell’amore di cui ha sempre avuto bisogno, quell’amore che avrebbe desiderato e che, forse, gli è mancato.

Essere finalmente adulti, abbandonando le infantili pretese di perfezione e le richieste di Amore incondizionato che abbiamo delegato alle figure genitoriali, asservendole al nostro uso e consumo, come anche loro stessi hanno fatto con Dio. Finalmente coscienti che la Vita è perfetta nella sua imperfezione, perché solo nel perfettibile esiste il divenire creativo, e questo divenire è movimento, è vita, mentre la perfezione è immobilità e morte.

In poche parole: diventare genitori di noi stessi, con tutto l’amore possibile, per ri-nascere ad una nuova e vera Vita, è possibile.


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