La zolla ha un centro -

2 luglio 2012

Ogni primavera mi appresto a preparare la terra dell’orto.

Vivo nella montuosa campagna ligure e dispongo di alcune piccole “fasce” di terra sostenute da muri di grosse pietre mirabilmente appilate dai contadini che mi hanno preceduto qui, e che hanno costruito con somma fatica per ottenere terreni in forma pianeggiante più adatti alla coltivazione di ortaggi. Grazie.

Ovvviamente ho adottato il metodo di coltivazione biologica (per un periodo ho tentato anche la biodinamica di Steiner) in modo da ottenere cibo di qualità, con più energia vitale e buon sapore.
Verso il tramonto (perché non sono un tipo mattiniero… ;-)) mi accingo a zappare il terreno per poi aggiungervi il concime di cavallo (grazie Pina) e il compost prodotto con i rifiuti organici lasciati a macerare fino a formare un terriccio ricco i sostanze nutrienti.

Dopo l’inverno la terra è più dura e scavando ne risultano parti più friabili e zolle più dure.
Quando frantumo quelle zolle con un colpo della zappa rovesciata, noto sempre che  all’interno vi è un sasso più grande della media; è come se il sasso avesse attratto a sé le parti terrose per formare una massa più solida.

Ogni volta ripenso alla funzione del Maestro spirituale che, come una pietra dura, raccoglie attorno a sè le fragili essenze degli allievi, in un contesto unitario più  resistente agli agenti esterni. Poi la Vita, come l’azione della mia zappa, frantuma il contesto e li disperde nuovamente, per un nuovo compito, un nuovo ciclo di servizio.
Così è in alto come in basso…

Buona serata!


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