Fiducia e amore: vanno insieme sempre? -

11 giugno 2011

A chi non piacerebbe sentirsi dire “mi fido di te”?  Avere la certezza (razionale) di essere amati (come vorremmo) è praticamente impossibile, eppure molte persone sentono l’esigenza di esprimere verbalmente la loro profonda esigenza di fidarsi del partner, ponendo magari come contropartita la loro “indiscussa” affidabilità.

Tralascio per adesso di porre la questione differenziando il genere sessuale del richiedente fiducia che, pur avendo una forte valenza in proposito, non è comunque discriminante in modo assoluto.

Per ragionare su questo, partirei dal presupposto che la fiducia che ho riposto in qualcuno sia stata disattesa, per una separazione improvvisa causata da un “tradimento” o semplicemente da una perdita di interesse, di attrazione sessuale, o anche perché ciò che abbiamo scambiato ha compiuto il suo lavoro e i vasi sono colmi e immobili.

La separazione forzata  porta un  certo grado di sofferenza; perché? Ovviamente essere rifiutati è qualcosa che colpisce l’orgoglio, ma anche rinnova antiche ferite o paure di abbandono che sono state opportunamente celate, ma che continuano ad agire nel subconscio.

C’è anche un altra ragione, apparentemente meno profonda ma altrattanto vitale; una ragione che riguarda forse più lo spirito (essenziale) che l’anima (legata alle “ragioni” del mondo), è la ragione dell’anelito di Libertà. Questo anelito è mascherato dall’invidia!
Mi spiego meglio: quando qualcuno ci lascia, ciò che fa male è anche il sentimento dell’invidia; invidiamo chi è stato capace di liberasi da un legame che lo teneva prigioniero, soffocando le sue pulsioni vitali, nei lacci di false promesse di fedeltà e fiducia. Invidiamo nell’altro la “presunta” libertà dimostrata, libertà che vorremmo essere anche nostra.

La fiducia nel rapporto è qualcosa che si può realizzare solo istante per istante all’interno del rapporto stesso, vivendo il momento totalmente.
L’unica certezza che possiamo avere è quella di amare, non quella di essere amati. Amare è comunque difficile perché presuppone la capacità di amare se stessi, in libertà e fiducia.
Fidarci di noi stessi è il presupposto per fidarsi dell’altro e di conseguenza di amarlo per ciò che è, senza pretesa di promesse e giuramenti che la stessa storia umana ci racconta fallaci quanto inutilmente ripetuti.

Autostima, fiducia di sé, amor proprio (non egocentrico), sono i presupposti per l’Amore Libero, libero anche dal bisogno compulsivo di fidarsi.


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