Sperimentare il Reale -

26 luglio 2011

Non ci sono buone o cattive esperienze, solo occasioni che assumono diversi significati a seconda del tuo modo di sperimentare la vita, del tuo “essere qui”.

Imparando a osservare noi stessi, nell’esperienza, scopriamo man mano chi siamo.

Conoscere se stessi è il fine ultimo di ogni Percorso Spirituale; non c’è altro.
Tu sei il mezzo e la Tu sei la meta. E’ semplice…sì?

Il problema, se così si può chiamare, è che Tu non esiste… quindi il mezzo non esiste e la meta è solo un’illusione.
Quando di rendi conto di questo, anche solo superficialmente, annusando l’inghippo da lontano, quello è il momento in cui puoi essere pronta a intraprendere un Percorso.

Sembra una contraddizione e forse lo è, ma solo in apparenza.

Adesso ti chiederai: “Ma se Io non sono, allora anche il mezzo per tendere alla meta non esiste…”

Infatti, ma è vero solo fino al momento della tua decisione; è allora che il mezzo inizia a formarsi e più procedi nel percorso più il mezzo diventa in grado di trasportarti più velocemente e sicuramente. Si tratta di ingegneria esoterica.

Prosegui: “Perché dovrei tendere a una meta che non conosco? Solo perché alcuni ne parlano come qualcosa di desiderabile? E se Io sono la meta… perché mai dovrei mettermi in viaggio se già sono qui?”.

Una certa corrente “new age” simpatizzante con la spiritualità orientale, sostiene che siamo già tutto ciò che dovremmo essere, che non c’è nulla da cambiare, interpretando letteralmente insegnamenti di Verità, concepiti per creare in noi la tensione adatta a  generare la Domanda.

E’ la TUA risposta che ha valore, ed è per Te.

Già Socrate dichiarava “So di non sapere”. Se reputo di conoscermi e di conoscere, se sostengo di essere già ciò che sono, la mia  tazza è piena (non posso aggiungere altro thè…), mi precludo ogni altra possibilità, sono morto…

La molteplicità della realtà in cui viviamo può generare, per alcuni di noi, condizioni esteriori - e anche interiori -  favorevoli a un livello di benessere accettabile, nel quale è più difficile che si manifesti consciamente il desiderio di risveglio. Oppure alcuni altri hanno accesso a un buon livello di consapevolezza con una discreta facilità; questo può generare in essi la falsa convinzione che il miracolo sia possibile in egual modo per tutti. Grazie a Dio ciò non è vero, in quanto ogni essere umano è un’Essenza unica e non-separata,  con una via propria, un compito,  una verità individuale tutta da scoprire.

Ottimismo (anche faciloneria) è solo il contrario di pessimismo, ed entrambi mantengono nel sonno della coscenza.

Emmanuele


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